Cistite, una problematica fastidiosa, fonte di notevoli disagi

La cistite è un’infiammazione delle pareti della vescica provocata, nella maggior parte dei casi, da un’infezione batterica e più raramente da piccoli traumi (cistite interstiziale).

Si manifesta generalmente con sensazione di dolore e bruciore al basso ventre, che si acuisce durante la minzione. Si avverte lo stimolo continuo a urinare e allo stesso tempo l’urina viene eliminata con difficoltà. Nei casi più gravi si può avere perdita di sangue con le urine a causa della lesione dei tessuti, dovuta all’infiammazione persistente.

Spesso poi la cistite può non essere un evento sporadico, essa si può ripresentare ciclicamente, fino a diventare un noioso, irritante e doloroso problema.

I colpevoli di questo stato infiammatorio sono batteri provenienti prevalentemente dall’intestino. Tra questi il principale responsabile è l’Escherichia coli, mentre altri microrganismi possono arrivare in vescica dall’ambiente esterno.

Questa fastidiosa problematica affligge prevalentemente le donne per una ragione puramente anatomica. L’uretra femminile, ovvero il condotto che elimina l’urina collegando la vescica con l’ambiente esterno, è molto più corta rispetto a quella maschile. Inoltre è particolarmente vicina al retto e alla vagina e ciò facilita la risalita dei batteri intestinali fino alla vescica, che viene infettata.

Fortunatamente la vescica produce delle sostanze capaci di impedire l’adesione dei microrganismi patogeni. Nelle urine sono presenti anticorpi e una proteina capace di intrappolare i batteri, che vengono così eliminati tramite la minzione. La stessa urina ha proprietà disinfettanti. Infine, il lavaggio continuo della vescica e della parete dell’uretra, rappresenta un efficace meccanismo di difesa.

È interessante notare come la capacità delle cellule delle vie genito-urinarie di difendersi dall’adesione dei batteri sembri cambiare molto in base alle oscillazioni ormonali. La forza adesiva batterica è infatti più limitata durante i primi giorni del ciclo mestruale, mentre la capacità di difesa dell’organismo si indebolisce nei giorni che corrispondono all’ovulazione, nel primo periodo di gravidanza e dopo i 65 anni.

Anche la presenza di una flora batterica vaginale sana aiuta a contrastare le infezioni. I microrganismi qui presenti sono infatti degli ottimi guardiani, che impediscono la crescita dei batteri cattivi.

Le cause responsabili della cistite possono essere varie:

  • La riduzione delle difese immunitarie
  • Lo stress
  • Il cambio di alimentazione o un’alimentazione scorretta (cambiare alimentazione infatti, può creare squilibri a livello della flora batterica intestinale, da cui provengono la maggior parte dei batteri che causano la cistite)
  • La sudorazione eccessiva e la disidratazione
  • L’uso di detergenti intimi non specifici

Quindi, come comportarsi in caso di cistite acuta e per prevenirne le recidive?

  • Evitare il consumo di cibi e bevande irritanti come alcolici, bevande contenenti caffeina, piatti saporiti con peperoncino e cibi speziati in generale
  • Limitare il consumo di dolci e zuccheri che favoriscono lo sviluppo batterico
  • Si possono consumare cereali, carni bianche e pesce, evitando insaccati e prodotti stagionati perchè ricchi di conservanti
  • Avere una regolare funzionalità intestinale
  • Assicurare un adeguato apporto idrico giornaliero
  • Usare detergenti intimi appropriati, tendenzialmente più acidi, e in generale, prestare particolare attenzione all’igiene intima
  • Non indossare jeans ed abiti stretti, che possono creare un ambiente idoneo alla proliferazione batterica

Accanto a questi accorgimenti, prima di ricorrere subito ad antibiotici e farmaci, che affaticano inutilmente un organismo già squilibrato, un grande aiuto arriva dal mondo vegetale.

Infatti esistono diverse piante utili ed efficaci sia a livello di prevenzione che in caso di cistite acuta.

La prima è l’Uva ursina, Arctostaphylos uva ursi.

Originaria dell’America centro-settentrionale, cresce molto bene anche in Italia, nelle Alpi ed Appennini del centro-nord, tra i 1000 e i 2000 metri di altezza. In Europa è proprio quella italiana a vantare la maggiore concentrazione di principi attivi.

Essa deve il suo nome alla passione degli orsi di montagna per le sue bacche rosse.

Per il trattamento della cistite si usano le foglie giovani, preferibilmente raccolte in primavera ed estate.

Esse hanno azione antinfiammatoria, antisettica e calmante dello stimolo continuo alla minzione.

E’ interessante notare come queste proprietà siano da ricondurre al fitocomplesso estratto dalle foglie, ovvero l’insieme dei principi attivi, piuttosto che ad un singolo componente.

L’arbutina, il principio attivo con cui viene titolata, assieme ad un altro gruppo di principi attivi appartenenti alla famiglia degli eterosidi, svolge un’azione antibatterica nei confronti di Stafilococchi ed Escherichia coli.

I tannini ostacolano l’aderenza dei microrganismi alle pareti della mucosa e limitano la produzione di muco da parte dei tessuti infiammati.

Di nuovo l’arbutina, assieme ad altri composti (flavonoidi e acidi organici), esercita azione antinfiammatoria e diuretica (per favorire l’allontanamento dei batteri).

La reale efficacia dell’Uva ursina nel trattamento e nella prevenzione delle cistiti è stata più volte messa in dubbio e si è venuta a creare un po’ di confusione. Abbiamo visto come sia l’arbutina il principio attivo a cui si deve la principale azione antibatterica. Essa viene assorbita dall’intestino ed elaborata dal fegato (coniugata), così circola nel sangue e arriva alla vescica per essere eliminata con l’urina. Perché l’arbutina possa svolgere la sua azione antisettica, deve essere nella sua forma libera (dissociata) e ciò avviene in un ambiente alcalino, mentre normalmente il pH delle urine risulta acido. Però questo non significa che l’arbutina non sia efficace. Da recenti studi, sembra infatti che la formazione di arbutina libera sia favorita dalla presenza di particolari enzimi che si trovano negli stessi batteri infettanti.  Inoltre, l’infezione batterica basifica già di suo l’ambiente, favorendo così l’attività dell’arbutina. Quindi, in caso di cistite acuta, non si può mettere in discussione l’efficacia di questa pianta.

E per prevenire la cistite e le sue recidive?

Anche nell’ambito della prevenzione l’Uva ursina può costituire un valido rimedio, perché non contiene solo arbutina. È l’insieme dei suoi principi attivi infatti, che svolge l’azione antisettica, antinfiammatoria e diuretica.

Un’altra pianta utile per il trattamento e per la prevenzione delle cistiti è il Mirtillo rosso, Vaccinium macrocarpon.

Più noto come Cranberry o Mirtillo americano, è una pianta originaria del Nord America.

Il succo, ottenuto dai frutti, ha proprietà antibatteriche, note già alle popolazioni indigene, che lo sfruttavano per disinfettare le ferite.

L’azione antisettica delle vie urinarie, si deve alla capacità dei principi attivi, di acidificare il pH delle urine ostacolando così lo sviluppo batterico. Per questo motivo, è particolarmente utile per chi soffre spesso di cistite, in quanto ne previene le eventuali recidive.

Anche in caso di cistite acuta è un prezioso alleato perché impedisce l’adesione dei batteri alle pareti della vescica, in particolare di Escherichia coli e dei maggiori patogeni del tratto urinario.

Un’altra pianta utile per la sua azione antimicrobica è il Pompelmo, Citrus paradisi, pianta originaria dall’America centrale, ottenuta dall’incrocio tra l’Arancio dolce e il Pomelo.

Il frutto è apprezzato per il suo succo, ricco di antiossidanti e vitamina C.

E’ l’estratto che si ricava dai semi del Citrus paradisi a vantare le proprietà antibatteriche, antivirali ed antimicotiche. L’azione disinfettante è selettiva verso i batteri patogeni, mentre preserva l’integrità della flora batterica intestinale. Per questo i suoi principi attivi, disinfettanti ed antinfiammatori, sono molto apprezzati nel trattamento della cistite. Esso non indebolisce la nostra flora batterica, anzi la mantiene forte e sana e questo è molto importante per evitare recidive e ricadute.

Un altro rimedio non è una pianta, ma uno zucchero sempre proveniente dal mondo vegetale: il D-mannosio. È uno zucchero semplice che si estrae dal legno della Betulla o del Larice. Una volta ingerito raggiunge intatto la vescica, dove si lega ai batteri. In questo modo impedisce che si attacchino alle pareti della mucosa e di conseguenza previene l’infiammazione. Inoltre i batteri preferiscono legarsi al d-mannosio piuttosto che alla vescica, così anche quelli già attaccati alle pareti si staccano per unirsi allo zucchero. Batteri e D-mannosio sono poi allontanati tramite la minzione. Un altro vantaggio è che il d-mannosio ingloba anche le tossine infiammatorie prodotte dagli stessi batteri.

I benefici del d-mannosio non si fermano qui: esso è anche uno dei componenti della mucosa della vescica. Il suo apporto contribuisce a ricostruire lo strato protettivo superiore della mucosa distrutto dalle ripetute infiammazioni. Per questo il d-mannosio può essere utile anche per chi soffre di cistite non batterica, ma causata da microtraumi a carico delle pareti della vescica.

Altri validi alleati per l’azione antibatterica sono gli oli essenziali, in particolare molto utilizzati sono quelli di Cannella, Timo e Ginepro, specifici proprio per le vie genito-urinarie.

Infine accanto alle piante disinfettanti ed antinfiammatorie, può essere utile affiancarne altre, che promuovano la diuresi, importante per diluire la carica batterica ed eliminare i batteri, come ad esempio Verga d’oro e Ortosiphon.

La natura ha sempre la soluzione giusta!

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