E tisana sia!

La tisana è la preparazione più antica dell’arte erboristica.

Purtroppo i ritmi frenetici dei nostri tempi hanno portato a fare uso di composti già pronti (come tisane in filtro, sciroppi o capsule), che magari sono anche più concentrati in termini di principi attivi, ma che hanno fatto perdere il lato poetico del rito della preparazione di una tisana.

Non solo.

Soprattutto hanno fatto perdere il valore del tempo da dedicare a noi stessi in questa preparazione: lo si ritiene tempo perso quello passato a “far danzare le piante nell’acqua” per dare vita a un preparato che ci aiuta a stare meglio. Ma dovrebbe essere considerato invece tempo prezioso da regalarci! Una specie di coccola per i nostri sensi.

“Tisana” significa “ti-sana”. Quindi qualcosa che rende sano o risana da qualche problematica. E consiste in una o più piante (triturate con taglio ideale ed essiccate) miscelate in base a principi di sinergia delle singole erbe.

Fino a cent’anni fa le tisane erano il principale mezzo per somministrare le piante officinali, con il fine di ottenere un determinato effetto curativo.

Seppure nella concezione comune una tisana e un tè siano una semplice bevanda da gustare e basta, in realtà sono a tutti gli effetti una vera e propria preparazione erboristica con principi attivi medicamentosi, che vengono estratti per mezzo dell’acqua.

Esistono poi miscele di erbe, tè, fiori e frutta, che sono talmente buone da risultare “curative per lo spirito e per il corpo”, anche se non contengono veri e propri principi attivi.

Perché una tisana sia “curativa”, le erbe che contiene non dovrebbero venire associate solo in base al proprio gusto personale, ma soprattutto seguendo uno schema ben preciso perché possano avere appunto un vero effetto curativo:

  • Remedium cardinale (o rimedio base): 60% della miscela, rappresentata da 1 a 3 piante, che sono responsabili dell’effetto principale della tisana.
  • Adjuvans (o adiuvanti): 20% della miscela, rappresentati da 1 o 2 piante, che sostengono e rafforzano l’azione del rimedio base grazie ad un’azione sinergica o che ne favorisca l’assorbimento dei principi attivi.
  • Constituens (o complemento): 10% della miscela, costituito da piante che rendono piacevole la tisana anche da un punto di vista visivo come il colore (per esempio Karkadè e Rosa canina conferiscono un buon sapore, ma anche un bel colore rosso alla tisana).
  • Corrigens (o correttore): 10% della miscela, costituito da piante che migliorano il sapore e l’odore della tisana (i principali correttori di una tisana sono: menta, liquerizia, anice e finocchio).

Per la corretta preparazione di una tisana è bene anche tenere presenti anche altri fattori:

  • Omogeneità: associare dove possibile sempre parti di piante omogenee in termini di durezza e consistenza e delicatezza (radici e cortecce, fiori e foglie associare fiori e radici insieme non sarebbe corretto perché richiedono modalità di preparazione differenti).
  • Effetti sinergici: tenere conto della sinergia di azione e dell’eventuale antagonismo degli effetti dei principi attivi, quindi non associare mai piante con effetti opposti tra loro.
  • Numero delle piante contenute in una miscela: non miscelare insieme più di 5 o 6 piante al fine di garantire un’azione mirata.

I principali metodi di preparazione di una tisana sono l’infusione e la decozione.

  • Infusione: consiste nel versare acqua bollente sulle piante selezionate, lasciarle “danzare nell’acqua” e riposare qualche minuto preferibilmente coperte (così i principi volatili eventualmente contenuti non si disperdono), filtrare e bere. Gli infusi devono essere preparati e consumati in breve tempo perché non conservano bene nel tempo i loro principi. E’ l’estrazione ottimale per tutte le parti delle piante delicate: fiori e foglie.
  • Decozione: si effettua con le parti più dure delle piante, quali radici, cortecce e semi. Le parti delle piante vengono messe in acqua ancora fredda e portate ad ebollizione oppure in acqua che bolle e lasciate bollire anch’esse per qualche minuto. Segue un periodo di riposo a fuoco spento (coprendo la miscela per non far evaporare i principi attivi volatili). Poi si filtra e si beve. Il decotto si può consumare anche freddo e si conserva anche per un paio di giorni (se messo in frigorifero).

Ogni infuso o decotto ha come dose singola 1 cucchiaio raso da minestra in 200-250 ml di acqua.

Se si ritiene opportuno si può dolcificare la tisana con miele (delicato come quello di tiglio o di acacia, più saporito come quello di eucalipto o di castagno) o con zucchero candito.

E buona coccola!

 

Esempi di piante associabili per il Rimedio base:

  •  Tisana tonica: Matè
  •  Tisana bechica (espettorante): Timo + Grindelia
  •  Tisana colagoga (che stimola la produzione di bile): Tarassaco + Cardo mariano
  •  Tisana digestiva: Melissa + Menta
  •  Tisana diuretica: Betulla + Equiseto
  •  Tisana depurativa: Carciofo + Tarassaco
  •  Tisana galattofora (che stimola la produzione di latte nelle mamme): Finocchio
  •  Tisana ipocolesterolemizzante: Betulla + Matè
  •  Tisana rilassante: Escolzia + Passiflora
  •  Tisana ipotensiva: Vischio + Sambuco
  •  Tisana lassativa: Senna + Malva
  •  Tisana sedativa: Tiglio + Biancospino

Esempi di piante associabili come Correttore:

  •  Menta
  •  Melissa
  •  Finocchio
  •  Anice
  •  Arancio
  •  Liquerizia

Esempi di piante che colorano la tisana e possono essere usate come Complemento:

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