La curcuma: condimento o medicinale? Tutti e due, perché no?

La Curcuma è data dal rizoma della Curcuma longa, una pianta tropicale erbacea, alta circa un metro.

E’ originaria dell’India e oggi coltivata anche in Pakistan, Thailandia, Sri Lanka, Madagascar, Brasile, Jamaica.

Si usa il rizoma, che all’interno è di colore giallo-arancio. Il rizoma viene ridotto in polvere dopo essiccazione ed è proprio il colore arancio che è caratteristico del curry, di cui è il componente essenziale.

L’odore è forte e aromatico e il sapore è piccante e quasi “bruciante”.

La Curcuma viene usata diffusamente nei paesi di origine (India in primis) come condimento o aromatizzante o colorante, quindi per dare colore e sapore al cibo, oltre che a scopi medicinali come diuretico ed epatoprotettore.

Nei paesi occidentali viene usata ancora poco in cucina, di più per le sue proprietà curative: soprattutto nei disturbi a livello gastrico (cattiva digestione) e depurativo (a livello epatico).

La Curcuma presenta proprietà carminative, digestive, ipocolesterolemizzanti, antiflogistiche, antimicrobiche e antitumorali. Agisce inoltre sul sistema cardiovascolare. Queste proprietà vengono ascritte alla curcumina e all’olio essenziale, due dei tanti principi attivi presenti nella Curcuma.

  • Gli effetti della Curcuma sullo stomaco risultano dovuti a un aumento di secrezione di mucina, che protegge così la mucosa.
  • Sull’intestino si comporta da spasmolitico, inibendo le contrazioni in caso di coliti. Inoltre inibisce la formazione di gas nel lume intestinale.
  • A livello del fegato la Curcuma esercita un’azione epatoprotettrice importante; aumenta anche la secrezione della bile, quindi aiuta a digerire meglio i grassi.
  • A livello cardiovascolare, la Curcuma inibisce l’aggregazione delle piastrine.
  • La Curcuma ha anche un’azione antibatterica, soprattutto se in olio essenziale. Infatti inibisce la crescita di diversi microrganismi presenti nella colecisti e nell’intestino. Estratti di Curcuma si sono dimostrati attivi anche contro diverse specie di funghi. E usata localmente come impacco, ha dimostrato azione cicatrizzante, facilitando la guarigione di ferite.
  • La Curcuma ha mostrato anche attività anti-tumorale. Non si conosce bene il meccanismo di azione, ma sembra che la curcumina inibisca la proliferazione delle cellule cancerose.
  • Forse la sua azione più conosciuta è quella contro il colesterolo e contro i trigliceridi. La sua efficacia in tal senso giustifica la sua presenza in numerosi composti contro i livelli di colesterolo cattivo.
  • Un’altra azione veramente efficace della Curcuma è quella antinfiammatoria a livello delle articolazioni. Esistono anche studi clinici su soggetti sofferenti di artrite reumatoide: trattando questi pazienti con curcumina, hanno mostrato un miglioramento della malattia (minore rigidità mattutina, ridotto gonfiore delle ginocchia, …).
  • La sua azione antiflogistica si manifesta anche con una forte azione antiossidante contro i radicali liberi, quindi è anche un’ottima protettrice delle cellule, non solo dal loro normale e fisiologico invecchiamento, ma dalla loro degenerazione precoce a causa di patologie o stress.

Alla luce di tutto questo, come si può fare a meno della Curcuma? E’ vero, è una spezia da cucina, ma anche un rimedio fitoterapico essenziale per sentirsi meglio!

 

 

 

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