La malattia del secolo: il diabete

Oggi in Italia ci sono più di tre milioni e mezzo di persone con diabete diagnosticato, che corrispondono a circa il 6% della popolazione. Altri quattro milioni di individui hanno alterazioni dei valori glicemici, condizione comunque a rischio, detta di pre-diabete.

Il diabete rappresenta quindi un vero e proprio problema sociale, destinato purtroppo ad aumentare.

Il diabete di tipo 1 o insulino-dipendente insorge di solito durante l’infanzia o l’adolescenza e le sue cause non si possono prevenire.

Il diabete di tipo 2, invece, compare prevalentemente in età adulta.

Quest’ultimo è correlato anche a fattori comportamentali individuali e la sua comparsa può essere prevenuta con uno stile di vita adeguato.

Le conoscenze riguardo al diabete non sono ancora complete.

Anche se nel corso degli anni tutti i tipi di diabete sono stati ampiamente studiati ed è stata pubblicata un’enorme mole di studi scientifici sull’argomento, non mancano novità nel campo delle conoscenze e in quello terapeutico e farmacologico. Infatti la ricerca nel settore diabetologico è particolarmente attiva.

È importante mantenere un continuo aggiornamento, consapevoli del fatto che il processo di apprendimento in questo campo non giunge mai a conclusione vista la materia così ampia e delicata.

Un consiglio da dare a chi ha valori alterati della glicemia è quello di fare attività fisica, che può aiutare a raggiungere risultati tangibili: benessere cardiorespiratorio, controllo glicemico e lipidico, diminuzione della resistenza insulinica e della pressione e mantenimento del peso.

I muscoli muovendosi bruciano il glucosio per produrre energia. E questa “combustione” fa in modo di abbassare la glicemia e contribuisce a migliorare il controllo glico-metabolico.

Nessuno sport è controindicato. Attenzione solo ad eventuali ipoglicemie, non solo durante lo sforzo fisico, ma anche durante la notte successiva (ipoglicemia tardiva).

Esiste anche il diabete gestazionale, che è la più frequente complicanza metabolica delle donne in dolce attesa. Si tratta di un’intolleranza al glucosio che si manifesta proprio durante una gravidanza e nella maggior parte dei casi scompare dopo il parto. È tuttavia indispensabile diagnosticarlo in tempo perché può comportare rischi elevati sia per la madre sia per il feto. Ma spesso già solo con un trattamento dietetico adeguato, i valori glicemici rientrano nei limiti.

I diabetici nel corso della loro vita possono purtroppo andare incontro a complicanze, quali episodi di ipoglicemia e iperglicemia e anche a cheto-acidosi.

La malattia è caratterizzata anche dalla comparsa di numerose complicanze croniche, soprattutto se il livello glicemico non viene adeguatamente controllato nel tempo e se viene mantenuto uno stile di vita scorretto come l’abitudine al fumo e lo scarso esercizio fisico, così come il mancato controllo della pressione arteriosa, del peso e del profilo lipidico.

Gli organi più vulnerabili e che rischiano di rimanere compromessi sono occhi, reni, sistema nervoso periferico e sistema vascolare.

Una nota decisamente positiva però va lanciata: a seguito di una gestione del diabete forse non si guarisce, ma si riesce a vivere una vita buona.

La Natura può aiutare a mantenere livelli di glicemia accettabili attraverso piante come la Gymnema (la cosiddetta “cattura zuccheri”, che limita l’assorbimento degli zuccheri a livello intestinale), il Gelso bianco e la Momordica (che sono utili per il metabolismo dei carboidrati), la Cannella (che è un ottimo aiuto per regolare fisiologicamente i carboidrati).

Altre importanti sostanze da ricordare per il metabolismo degli zuccheri sono il Cromo (che trasforma in energia gli zuccheri stessi, limitandone l’assorbimento) e l’acido Alfa-lipoico (che svolge funzione antiossidante verso le cellule, sottoposte a stress da glicemia alta).

 

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