Piccoli gesti per difendere la nostra Terra

L’allarme è ormai lanciato e purtroppo è continuo.

Stiamo erodendo sempre più le risorse ambientali e non c’è tanto tempo per invertire la tendenza. Ognuno però può fare qualcosa per contribuire a evitare un domani grigio…

“Se i capi di stato non fanno qualcosa, il disastro non si fermerà!”.

Dove sta l’errore?

Nel chiedersi quello che possono fare gli altri, senza pensare di agire in prima persona, anche se in piccola parte, per scongiurare i disastri annunciati.

Non è poi così difficile. Basta non perdere la speranza che ci sia ancora la possibilità di ribaltare l’andamento degli eventi.

Il futuro del nostro Pianeta è legato anche alle nostre scelte e ai nostri gesti e siamo sicuramente ancora in tempo per salvare il mondo che abitiamo. Un primo passo importante è sicuramente indossare l’abito da abitante della Terra che ama il posto dove è ospite e che lotta per difenderlo, armandosi di etica ecologica.

John Fitzgerald Kennedy diceva: “Non chiederti che cosa può fare il Paese per te, ma cosa puoi fare tu per lui”. Pensiero molto attuale, che ci deve portare a piccoli gesti che portano a grandi azioni, come la raccolta differenziata, riciclare gli oggetti quando è possibile, prediligere cibi a km zero e trattati con meno pesticidi possibili, risparmiare energia, … Insomma apparentemente tante piccole azioni, che invece sono grandi perché virtuose e che contribuiscono sicuramente a preservare l’ambiente e a risparmiare risorse.

Stiamo impiegando le risorse naturali così rapidamente da non permettere agli ecosistemi della Terra di rigenerarsi. In pratica, a detta degli esperti del Global Footprint Network, dall’1 agosto 2018 abbiamo mandato in fumo le risorse naturali che il Pianeta è in grado di rigenerare in un anno. E dal 2 agosto abbiamo cominciato quindi ad erodere il capitale naturale della Terra.

Per questo non basta più non gettare la carta in terra o scegliere come mezzo di trasporto l’autobus, ma ci vogliono anche gesti più forti.

Il clima è impazzito, cresce il riscaldamento globale, muoiono le barriere coralline, la biodiversità è a rischio, i ghiacci si sciolgono e ci vuole ben altro, a partire da uno stile diverso di vita e da comportamenti ecologici, che sommati a quelli di altri milioni di persone sarebbero in grado di arrestare la deriva. È l’unica possibilità concreta.

In alcune città, anche in Italia (come Milano), i piccoli comportamenti virtuosi di tutti i giorni vengono premiati: chi sceglie di andare a scuola o recarsi al lavoro in bicicletta, chi decide di piantare alberi in giardino o erbe aromatiche sul proprio balcone, passando per chi chiude il rubinetto mentre si lava i denti o si insapona, risparmiando acqua, fino a chi risparmia energia in generale e chi sceglie di non usare più piatti, posate e bicchieri in plastica, ottiene sconti su attività culturali o buoni di acquisto su beni di consumo o altri premi.

Esiste un’applicazione a cui iscriversi e che dà la possibilità di condividere on line le proprie “buone azioni” (certificabili) di ogni giorno a sostegno dell’ambiente e accumulare punti, che vengono poi convertiti in ricompense concrete per l’impatto positivo esercitato su ambiente e città.

Gesti che dovrebbero essere spontanei e naturali e che non dovrebbero essere stimolati da premi o sconti, ma se questo è un modo per incentivarli e promuoverli, ben vengano questi premi.

Come dare forza ai piccoli gesti quotidiani in difesa dell’ambiente?

Il nostro bene più importante è diventata l’acqua e un primo piccolo grande gesto è quello di non trastullarsi sotto la doccia, preferire la doccia alla vasca da bagno, chiudere il rubinetto quando ci laviamo i denti e magari avvalersi di erogatori a basso flusso.

Un aspetto a cui anche noi di Clorofilla teniamo moltissimo è quello delle micro plastiche contenute nei cosmetici (scrub, creme e dentifrici). Il problema è dato dal fatto che non vengono trattenute dai depuratori e si riversano totalmente in mare, danneggiando il suo ecosistema. Per fortuna esistono i cosmetici eco-compatibili, che non contengono oli minerali, derivati petroliferi, etossilati, siliconi e altri ingredienti bio-persistenti, cioè che non si degradano e rimangono nell’ambiente, inquinandolo. L’eco-cosmesi (quella scelta da Clorofilla) è a basso impatto ambientale e oggi offre performance ottime, che nulla hanno da invidiare ai prodotti di alta profumeria.

Magari nessuno ci pensa, ma ogni volta che cambiamo lo spazzolino produciamo un rifiuto non biodegradabile. A meno che ne scegliamo in bio plastica (derivata dalla lavorazione degli scarti del legno) e in nylon di tipo “6”, che è il più biodegradabile e si decompone in un tempo breve.

L’utilizzo di rasoi usa e getta non è una buona idea perché non è semplice riciclarli: sono fatti di più parti e ognuna è di materiali diversi, che non si riesce a staccare prima di gettarle. Il rasoio elettrico o quello riutilizzabile sono sicuramente delle alternative importanti per l’ambiente.

Così come tornare a fare il caffè con quello macinato o in cialde biodegradabili, piuttosto che in capsule di plastica.

E vogliamo parlare dei mozziconi di sigaretta? A parte la maleducazione di gettarli a terra, il problema è che impiegano anni a decomporsi! La soluzione? Smettere di fumare! Una scelta che fa bene alla salute e all’ambiente. E se proprio non ci riuscite, almeno gettate i mozziconi negli appositi contenitori di raccolta.

I cotton fiock in plastica sono da poco vietati per il grande inquinamento che creano. Il loro problema più grave è dato dal fatto che finiscono in mare e si degradano in microplastiche, che danneggiano l’ambiente marino.

Lo stesso vale per le cannucce in plastica.

Di microplastiche ne sono pieni anche i tubi di scarico delle nostre lavatrici perché la maggior parte dei nostri abiti è fatta con fibre sintetiche. Per evitare che passino attraverso gli scarichi e finiscano in mare, si possono usare degli appositi sacchi quando facciamo il bucato. Riescono a trattenere una percentuale molto alta di microplastiche, fungendo da una sorta di filtro, che così non vanno in giro ad inquinare e a fare danni. E i panni vengono comunque lavati perfettamente.

Un aiuto all’ambiente lo possiamo dare anche a tavola, scegliendo frutta e verdura di stagione e a km zero, che fa guadagnare in gusto perché più saporita, in salute perché, se maturata sulla pianta, è più ricca di vitamine e sali minerali e anche in costi di inquinamento perché non devono essere trasportate per lunghi percorsi. Se poi è anche biologica, la salute nostra e dell’ambiente ci guadagneranno ancora di più.

Lo stesso vale per il consumo di troppa carne, che per essere prodotta crea un consumo di acqua esagerato, così come una grande produzione di CO2. Quindi consumarne il meno possibile è sicuramente più ecologico, oltre che più salutare, visto che le proteine animali sono state inserite dallo IARC come fattore di cancerogenesi di tipo 1, cioè molto alto.

Una scelta specifica per le donne può essere quella di scegliere di usare la coppetta mestruale piuttosto che gli assorbenti usa e getta: la coppetta dura una vita, è più igienica e non crea rifiuti da smaltire.

Inoltre ridurre le bottiglie di plastica, abbassare il riscaldamento di casa, spegnere la luce quando si lascia una stanza, spegnere gli apparecchi elettronici piuttosto che lasciarli in stand by, privilegiare lampadine a led, scegliere apparecchi con la giusta classe energetica, …sembra poco, ma solo apparentemente.

La Natura non ci chiede nulla, solo rispetto. Volerle bene significa modificare il nostro stile di vita in tanti piccoli gesti indispensabili per volere poi più bene anche a noi.

 

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