Sostanze naturali vs sostanze sintetiche: the winner is…

Il nostro corpo secondo alcuni non riconosce e non distingue l’origine sintetica o naturale delle sostanze, per cui farmaci e integratori da questo punto di vista sono uguali.

E’ vero che è molto di moda sbandierare l’idea che “naturale sia benefico” e viene contrapposta a quella che tutto ciò che invece è “chimico sia cattivo”, ma non è questa la distinzione che vogliamo sottolineare.

La chimica permette di sintetizzare molecole simili alle molecole naturali. Tuttavia le molecole sintetiche non sono sempre la copia esatta di quelle naturali e alcune differenze possono avere un impatto sulla loro attività biologica. Infatti la struttura chimica di una molecola può condizionare il suo assorbimento, il suo trasporto, il suo stoccaggio e anche la sua degradazione e quindi condizionare la globalità dei suoi effetti.

In generale le vitamine naturali estratte dalle piante (frutti, erbe aromatiche, …) si trovano non solo sotto forma compatibile con la fisiologia umana, ma sono anche associate agli altri composti naturali presenti nella loro matrice originale: cofattori, minerali, polifenoli, … Esiste cioè una sinergia di azione con i co-nutrienti, che ne facilita il riconoscimento e l’assorbimento da parte del corpo.

Questa combinazione si avvicina alla matrice alimentare, favorendo la sinergia dei principi attivi presenti nell’estratto in termini di biodisponibilità e degli effetti fisiologici attesi.

Diversi studi dimostrano che gli estratti naturali sono più biodisponibili rispetto agli estratti sintetici: cioè le vitamine sintetizzate chimicamente non sono in grado di produrre la stessa identica azione fisiologica desiderata che deriva da complessi vitaminici naturali, costituiti da una corretta combinazione di fattori “noti e ignoti”, catalizzatori, enzimi, composti vegetali, fitonutrienti, ecc. Questi composti, insieme e sinergicamente, svolgono un’azione che nessun processo di sintesi è in grado di riprodurre o imitare in laboratorio.

Così come per alcune Piante per cui ancora oggi è difficile stabilire quale sia il principio attivo responsabile della loro azione terapeutica. Segno che la pianta nella sua totalità, cioè nel suo Fitocomplesso e non nel suo singolo principio attivo da essa estratto, ha una certa azione, che non hanno i suoi componenti singoli. L’attività di una Pianta medicinale infatti è simile, ma non uguale a quella del suo principio attivo, in quanto sostanze ritenute farmacologicamente non attive intervengono comunque e sono in grado di influenzare la biodisponibilità del principio attivo e quindi il tempo di azione e la risposta terapeutica.

Il complesso vitaminico naturale ha in sé attivatori minerali, senza i quali le vitamine e gli enzimi non riescono a funzionare perfettamente come catalizzatori biologici. Così in laboratorio non si può creare un complesso vitaminico perfettamente funzionante. Questo è un mistero, la “magia” delle Piante, che il chimico non sa spiegare e probabilmente non ci riuscirà mai: le vitamine sintetiche vengono realizzate sulla base di formule chimiche con una somiglianza a quelle reali, ma non identiche: un po’ come un robot rispetto ad un uomo vivo, privo di una qualità inafferrabile e di un’anima, che la chimica non può fornire.

Molti anni fa fu eseguito un esperimento interessante.

Alcuni pesci di mare furono portati in un acquario di Londra. Un chimico esperto disse che avrebbe ricreato l’acqua di mare, poiché la sua formula era ben nota. Assemblò gli ingredienti e fece la sua acqua di mare per i pesci. Ben presto i pesci, immersi in questo mare artificiale, iniziarono a morire. Si riprovò a fare l’esperimento moltissime volte, ma tutte le volte con lo stesso esito: i pesci morivano poco dopo. Evidentemente nell’acqua vera di mare c’è una qualche sostanza che è troppo piccola per essere misurata e che, pertanto, non è presente nella formula utilizzata per ricrearla, ma che è fondamentale per la vita dei pesci.

Lo stesso discorso vale per le vitamine naturali o sintetiche.

Per esempio, la vitamina C viene estratta dagli agrumi piuttosto che dal pomodoro o da altri frutti e vegetali, ma la maggior parte di quella presente negli integratori è sintetica, cioè riprodotta in laboratorio, in maniera più economica. Ma sono due prodotti uguali?

La risposta è in un esperimento eseguito nel 1946 e riportato nella rivista medica russa “Vitamina Research News”, in cui alcuni topi vennero alimentati apposta con una dieta povera di vitamina C per provocargli lo scorbuto. A questo punto vennero suddivisi in due gruppi e trattati con vitamina C per farli guarire (ad un gruppo venne somministrata vitamina C naturale, mentre all’altro vitamina C sintetica). Il risultato fu che il gruppo alimentato con vitamina C naturale, estratta da piante, guarì e in tempi brevi, mentre il gruppo alimentato con vitamina C sintetica non guarì negli stessi tempi.

Un altro esempio è descritto nella rivista britannica “Nature” (datata 1 gennaio 1952). Gli autori, St. Rusznyak e Albert Szent-Györgyi, studiarono la fragilità delle pareti dei vasi sanguigni, trattando un gruppo di animali da laboratorio con peperoni, un vegetale ricco di grandi quantità di vitamina C. Un secondo gruppo ricevette vitamina C sintetica. La malattia fu definitivamente curata solo nel primo gruppo di animali.

In conclusione, ci deve essere un fattore sconosciuto, o una serie di fattori, che non sono stati presi in considerazione e che i peperoni hanno in qualche modo.

Per questo gli integratori non sono tutti uguali!

Intanto, che cos’è un integratore?

È un prodotto alimentare destinato ad integrare la nostra comune dieta e che costituisce una fonte concentrata di sostanze nutritive, quali vitamine e sali minerali o altre sostanze aventi un effetto nutritivo o fisiologico, come estratti di piante, fibre, amminoacidi, … in forma mono o pluri-composta e in forma pre-dosata. Un integratore quindi integra quel qualcosa di cui possiamo essere carenti, intervenendo sulla fisiologia degli organi e quindi mantenendo il loro equilibrio e la loro salute.

Si differenzia da un Dispositivo medico, che ha solo azione meccanica e non interviene sulla fisiologia (ha azione sintomatica per intenderci) e si differenzia da un farmaco per le concentrazioni più basse utilizzate (per esempio la melatonina in concentrazione di 1 mg è classificata come integratore, mentre da 2 mg in su è considerata farmaco) e anche per la lavorazione subita.

Nonostante per lunghi anni si sia pensato che la natura dei nutrienti presenti negli integratori fosse poco importante, le nuove conoscenze hanno portato a differenziare due tipologie di prodotti in base all’origine dei nutrienti in essi contenuti:

  • Integratori sintetici: ad alto tenore di uno o pochi principi attivi, isolati o creati ex novo in laboratorio dall’uomo.
  • Integratori naturali, in cui l’intervento dell’uomo è minimo.

Gli integratori naturali si caratterizzano per una complessa e articolata sinergia nutrizionale fra numerosissime sostanze biologicamente attive che interagiscono positivamente fra loro, aumentando esponenzialmente il valore e l’attività di ogni singola sostanza. La ricerca scientifica ha ormai stabilito che l’azione di uno o pochi nutrienti isolati è nettamente inferiore all’azione di quelle complesse sinergie nutrizionali presenti solo negli integratori naturali.

Mentre gli integratori sintetici sono costruiti in laboratorio, i nutrienti di quelli naturali vengono riconosciuti dal corpo umano come cibo e vengono assimilati prontamente.

Un’alimentazione varia ed equilibrata e uno stile di vita sano possono in genere garantire un adeguato apporto di elementi nutritivi. Tuttavia la grande maggioranza dei cibi moderni oltre ad essere troppo lavorata e povera di nutrienti, presenta un eccesso di grassi saturi, calorie “vuote” e colesterolo “cattivo”.

Ecco quindi che in condizioni fisiologiche particolari o in periodi di stress oppure in caso si decida di seguire regimi alimentari vegetariani o vegani, può essere utile potenziare la dieta assumendo integratori alimentari.

Certo non da soli perché gli integratori non devono essere considerati miracolosi. Nel senso che devono rientrare sempre all’interno di strategie per cambiare lo stile di vita: salvo patologie o comunque problematiche note, se c’è carenza di un nutriente, forse la colpa non è solo degli alimenti poveri in sè, ma anche di errori nel nostro modus vivendi.

 

Nota Bene:

Spesso ci chiedete perché un dato integratore in voi non ha funzionato e magari in altre persone sì. La risposta è che l’efficacia dipende anche dall’assorbimento a livello intestinale dei costituenti l’integratore stesso: ogni intestino è diverso dall’altro, quindi è diverso il suo assorbimento. Mi spiego meglio. Le sostanze nutritive e i principi attivi contenuti negli integratori vengono elaborati e assorbiti per la maggior parte a livello intestinale. Se la flora batterica è compromessa da disbiosi o semplicemente è diversa da quella di un’altra persona, l’assorbimento sarà diverso.

Poi il nostro consiglio principale è di non basarvi sull’esperienza di amici o parenti perché, a parità di sintomatologia, ogni persona è diversa dall’altra e ogni caso va da sé. Rivolgetevi sempre a un medico o a un farmacista esperto non solo in farmaci per farvi spiegare bene le proprietà di un integratore e le sue eventuali interazioni con farmaci o altri integratori che state assumendo e anche gli eventuali suoi effetti collaterali. Perché no, “naturale” non significa “innocuo”. Ed è importante non assumere integratori a caso!

E non dimenticate che, oltre a quella del medico e del farmacista, esiste anche la figura dell’Erborista laureato o con Diploma universitario, che gli integratori (soprattutto a base di Piante officinali) ve li sa spiegare molto bene perché ne ha la qualifica. E non mi riferisco agli erboristi maghi con pendolino o altra chincaglieria varia, ma a quelli che al posto della bacchetta magica in mano hanno i libri di Scienza, su cui hanno studiato.

 

Bibliografia:

  • Thiel RJ. Natural vitamins may be superior to synthetic ones. Med Hypotheses 2000;55(6):461-9.
  • Bourgeois C. Les vitamines dans les industries agro-alimentaires. Paris: Editions Tec&Doc, 2003.
  • Vinson JA et al. Comparative bioavailability of humans
  • Interactions Between the Microbiota and the Immune System, Lora V. Hooper,Dan R. Littman, Andrew J. Macpherson, Science, 2012 Jun 8, 336 (6086):1268-1273
  • Guarner F, Malagelada JR (February 2003). “Gut flora in health and disease”, Lancet

 

 

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