Wasabi: la radice che disinfetta e depura

Il Wasabi è una pianta semi-acquatica originaria del Giappone, dove cresce spontaneamente nelle valli fluviali di alta montagna. Appartiene alla famiglia delle Crucifere o Brassicacee, come i broccoli, il cavolfiore e la senape, per questo è famoso anche come “ravanello giapponese”.

 

Era già conosciuto nel decimo secolo all’epoca degli “shogun”, i governatori delle varie province del Giappone, che la consideravano una pianta dalle proprietà favolose, in particolare era utilizzata per proteggere i capi dal veleno.

 

Per sottolineare il valore di questa pianta, basta pensare che viene citata nel più antico libro di leggi del Giappone come moneta per pagare le tasse!

 

Il Wasabi è una pianta molto pregiata, di essa si utilizza il rizoma, che si forma solo negli esemplari adulti, dopo 3-5 anni; inoltre è delicata e difficile da coltivare.

 

Esistono due varietà di Wasabia japonica: la daruma, più pregiata e dal colore più intenso e la mazuma, più chiara e piccante.

 

In Asia l’uso alimentare del rizoma fa parte della tradizione. Esso viene grattugiato con pettini finissimi per ricavare una polvere che può essere aggiunta a biscotti o snack. Mescolata con l’acqua crea la famosa pasta verde, dal caratteristico sapore piccante e dall’odore pungente e balsamico. Non a caso è soprannominato “namida” ovvero lacrime, perché stimolando il setto nasale, può favorire la lacrimazione.

La pasta di Wasabi viene aggiunta talvolta alla salsa di soia ed è proposta sempre come accompagnamento ai piatti tipici della cucina giapponese, come sushi e sashimi. Questi piatti tradizionali sono a base di pesce crudo, per cui l’abbinamento con questa potente salsa risulta indispensabile, non solo per il gusto ma in particolare, per disinfettare e prevenire eventuali intossicazioni alimentari.

 

Come tutte le Brassicacee, il Wasabi contiene dei principi attivi, utili al nostro organismo, chiamati glucosinati. Questi, durante la masticazione, entrano in contatto con un enzima, la mirosina, presente nella stessa pianta, che in presenza di acqua, li elabora trasformandoli in isotiocinati, il vero principio attivo, quello responsabile dell’odore pungente. La cosa interessante è che il Wasabi è particolarmente ricco di isotiocinati rispetto ai suoi fratelli broccoli e cavoli.

Queste molecole hanno una marcata azione detossificante per il nostro organismo in quanto sono ricche di zolfo, minerale indispensabile per il buon funzionamento del fegato.

Gli isotiocinati favoriscono la rimozione delle tossine accumulate nel fegato, stimolando gli enzimi della fase 2.

Le tossine sono prodotte giornalmente dall’organismo come scarto dell’attività metabolica, derivando dall’alimentazione e dal catabolismo del rinnovamento delle strutture organiche. Finché il corpo riesce ad eliminare tutte le tossine che produce, nessun problema. Se però gli organi emuntori rallentano la loro attività, o aumenta la produzione tossinica a causa di stress, stile di vita, carenza di sonno, cattiva o eccessiva alimentazione, contatto con fonti esterne, come inquinanti, farmaci, conservanti e coloranti alimentari, allora predisponiamo il corpo alla malattia, compromettendo lo stato di benessere.

L’intossicazione dell’organismo può essere causa di mal di testa, stanchezza, nervosismo, ritenzione idrica, oltre che responsabile di digestione difficile, acne, dermatiti.

 

In questo contesto, il buon funzionamento del fegato è indispensabile. Esso è un organo filtro che, controllando continuamente il sangue, elabora le sostanze che ingeriamo, come cibo e farmaci, e quelle che produciamo, come ormoni e neurotrasmettitori.

La sua azione purificante si divide in due fasi controllate da enzimi, vitamine e minerali.

La prima fase è un processo che modifica le sostanze trasformandole in composti reattivi e tossici. In questo modo, il corpo le riconosce come prodotti da eliminare e possono entrare nella seconda fase, dove vengono rese idrosolubili, ovvero facili da allontanare tramite le urine.

Se il primo processo è di attivazione, questo secondo momento viene detto di detossificazione. È indispensabile che le due fasi siano precise e coordinate. Se la fase 1 è troppo veloce e la fase 2 lenta, non avviene il corretto stoccaggio delle tossine, che vengono messe in circolo e si possono accumulare in tessuti ed organi. Rendere questi momenti più efficaci e rapidi è importante.

È proprio qui che entra in gioco il Wasabi, la spezia degli imperatori, attivando in particolare la fase di detossificazione.

 

Il Wasabi è fonte, oltre che di isotiocinati, anche di Vitamina C, B6, proteine, calcio, magnesio, potassio e manganese.

Tutto ciò gli conferisce proprietà:

  • Detossinanti
  • Antisettiche e antibatteriche (indebolisce anche i batteri responsabili della carie ai denti)
  • Digestive
  • Antiossidanti e antinfiammatorie
  • Anticancerogene (in particolare gli isotiocinati sono importanti per prevenire tumori causati dagli ormoni, come quello al seno o alla prostata, grazie alla loro capacità di stimolare l’organismo ad eliminare l’eccesso ormonale. Inoltre sembrano capaci di bloccare la riproduzione delle cellule cancerogene e di indurle alla morte).
  • Fluidificanti (agisce come antiaggregante piastrinico, favorendo una buona circolazione)

Inoltre innalza la soglia del dolore grazie ai principi attivi responsabili del gusto piccante.

 

Per la  sinergia dei suoi principi attivi il Wasabi diventa un super alleato per aiutare il nostro corpo a liberarsi dalle tossine e sentirci così più leggeri e pieni di energia!

 

 

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